“Si lanci, accidenti a lei!”

Per spiegare agli estranei quanto sia una sognatrice ad occhi aperti e in fondo, moooolto in fondo, una romanticona faccio riferimento, quando le circostanze me lo consentono, alla scena finale del noto film “Il favoloso mondo di Amèlie” del 2001.

 

Ogni volta che ti penso partono mille film mentali del genere

e subito dopo penso a questa scena del film

e a come vorrei  tanto lo stesso lieto fine: tu che torni e rendi i miei sogni ad occhi aperti

r e a l t à.

 

Buona visione.

Buonanotte.

Erre.

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Cosa devo fare

chiamata Inaspettata

iNvito gradito

chiacChiere

“cHe ti va un gelato?”

“ma sI, perchè no?!”

“andiamo allOra! ti porto io!”

mi sento a Disagio

ma a poco a poco mi trAnquillizzo

il gelato non è tanto buono, L‘importante è la compagnia

è il momento di tornarE a casa

“dai andiamo? c’è la parTita!”

Uuuh, quanto sei pesante!”

e ridiamo comE una vecchia coppia spos(t)ata [magari]

il viaggio di ritorno va veLoce come i nostri

discorsi scemi e sull’Amore

ecco, che sono di nuovo in imBarazzo

non ti ascolto più…sono partiti i film mentali,Bene!

“cerca di svegliarti, cerca di fare la peRsona seria!”

e poi lui:”rifacciamola un’uscitA come quella di stasera!”.

alle mie

io farò lo stesso.

Joseph Lorusso - Lovers.jpgJoseph Lorusso-A Pleasant Surprize.

Buonanotte.

Erre.

Breve storia triste

Oggi ho chiesto al ragazzo che mi piace se voleva mettersi con me

 

 

Con grande sorpresa ha risposto sì

In realtà era un sì ‘referendario’.

 

 

Fine.

 

 

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Buonanotte.

 

Erre.

Situazione Sentimentale

Premetto che in genere preferisco la versione studio di qualsiasi canzone ma Dente è eccezionale, quindi faccio questa eccezione volentieri.

 

 

Questa settimana mi è capitato di sentire più del solito la discografia di Giuseppe Peveri, in arte Dente, non so bene il motivo…forse per alleviare lo stress universitario o forse per combattere le ansie e le paure di un povero cuore che cerca di superare la nostalgia. è una delle mie canzoni preferite perché descrive perfettamente e semplicemente la vita di tutti i giorni e  quella sentimentale,

soprattutto.

 

Se noi fossimo dei semafori
io sarei vicino a te:
quando mi spengo io
ti accendi tu
quando mi accendo io
ti spegni tu.
Se noi fossimo vetri elettrici
io viaggerei di fianco a te:
quando mi alzo io
ti abbassi tu
quando mi abbasso io
ti alzi tu.
Se noi fossimo dei satelliti
io orbiterei con te:
quando mi eclisso io
risplendi tu
quando risplendo io
ti eclissi tu.
Se noi fossimo occhi strabici
io sarei di fianco a te:
quello che guardo io
non vedi tu
quello che non vedo io
lo guardi tu.
Se noi fossimo campi magnetici
io sarei dietro di te:
ciò che respingo io
lo attiri tu
quello che attiro
lo respingi tu.
Se noi fossimo dei petali
io sarei dopo di te:
quando sono “m’ama” io
sei “non m’ama” tu
quando sono “non m’ama” io
sei “m’ama” tu.
Io sono il lungo inverno
e tu la bella estate
siamo rette parallele.

 

Buon ascolto e buona serata.

 

Erre.

Ipocondria ed altre creature fantastiche

l termine ipocondria deriva dal greco ὑποχόνδρια, composta dal suffisso ὑπό=sotto e χονδρίον=cartilagine del diaframma costale, a indicare un malessere, noto già in epoca antica, che si riteneva localizzato nella fascia addominale. Le cure di conseguenza erano quelle relative ai malori addominali. Solo più tardi si comprese che invece la causa di questo malessere era collegata ad aspetti psicologici dell’individuo.

Sebbene la preoccupazione di un ipocondriaco sia in genere legata all’osservazione ossessiva di sintomi oggettivi correlati con il proprio organismo (per esempio problemi gastrointestinale o dolori muscolari), a scapito del mondo esterno, essa persiste anche dopo una valutazione medica in cui sia appurato che tali sintomi non indicano nessuna effettiva patologia, o comunque non una patologia abbastanza grave da giustificare il livello di ansia e paura dell’ipocondriaco. Spesso il sintomo è legato dal soggetto a patologie ritenute gravi quando in realtà potrebbe riferirsi ad un gran numero di sindromi mediche non gravi e perfettamente curabili, se non ad alcun reale disturbo effettivo. Per questo l’ipocondriaco viene comunemente indicato come malato immaginario.

Questa è la definizione che Wikipedia dà all’ipocondria.
Mentre questa è la mia situazione ho un piccolo ematoma dalla forma circolare sul polpaccio che ho scoperto per caso. Non so da quando c’è e soprattutto come me lo sono procurato perché se lo tocco non mi fa male.
Capillari rotti? Ho sbattuto da qualche parte? Se sí, perché non lo ricordo? E dove? Chissà che mi dirà il medico?!
Solo al pensiero mi viene la nausea…mi sento tutta un ematoma.

Più di così non so spiegarmi ecco perché lascio parlare lui:l’ipocondrico per eccellenza che l’ha inserito anche nei suoi film con battute e dialoghi brillanti.
Io nel frattempo cerco di rillasarmi con una tisana e farmi venire l’ipocondria scrivendo la tesi.
Quanto è brutta l’ipocondria.


(Estratto del film Hannah e le sue sorelle del 1986)

Buonanotte.

Erre.

Nostalgia di epoche mai vissute

Il mio più grandissimo difetto è quello di scoprire dei veri e propri gioielli cinematografici solo con la morte dell’attore o, come in questo caso, del regista.

Lo so. Non è bello. Però, guardando il lato positivo della cosa, ho scoperto dei film bellissimi come “C’eravamo tanto amati” che tu alla fine speri di sentirti come Luciana Zanon ma ti rendi conto che prima o poi farai la fine di Elide Catenacci, se non peggio: io che ti rincontro tra qualche anno e mi dichiaro “In tutti questi anni io non ho fatto che pensare a te!” e tu che mi dici ridendo “Io no”; oppure in “una giornata particolare” in cui ti rendi conto che due solitudini possono trovarsi in una giornata particolare ma anche perdersi allo stesso modo; ma più di tutti mi è piaciuto “dramma della gelosia”,  l’ho adorato. Appena finito di vedere il film, ho cominciato a cercare foto di Oreste ed Adelaide ad ascoltare tutta la colonna sonora. E lì ho visto non più i bravissimi ed eccezionali Marcello Mastroianni e Monica Vitti ma io e te, in quest’ordine.

Io che ti amo più di ogni altra cosa, tu che mi corrispondi, noi che sopra un mare di spazzatura naufraghiamo nel nostro amore…fino a quando tu non trovi un’altra, la mia amica. Io che parlo con Ughetta ma non sa consigliarmi e così in preda alla follia mi riduco a barbona e finisco per chiedere aiuto agli zingari. E sotto il loro incantesimo io ti sogno. Sogno che viviamo insieme e felici. Ma tutto questo finisce subito.  Mi sveglio perchè qualcuno mi tocca la mano e mi chiama. Sei tu. Stai andando a sposarti. Con lei. In un primo momento non capisco. Poi mi rendo conto. Prendo la prima cosa appuntita che trovo e picchio lei. Tu la difendi. Io torno alla carica. E io che, invece di uccidere lei, uccido te. E tu, morente, che mi auguri i mejo delli mortacci mia…perchè ovviamente ti faccio schifo più di prima. Mi condannano a qualche anno di reclusione per via della mia infermità mentale. A me non importa, perchè è solo così che possiamo passeggiare in pace senza incomodi.

. . .

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Ecco perchè mi piacciono questi film per

la loro bellezza.

La bellezza delle musiche.

Degli attori.

Del regista.

 

è bastato un niente per questo film mentale che, secondo me, è degno di tutti i riconoscimenti possibili. . .

 

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. . . e niente poi ho avuto la stessa reazione di Nello, praticamente! E tengo ancora la mia depressione/nostalgia ancora tutta dentro.

Questo è il prezzo da pagare per essere così disperatamente romantici.

 

Adelaide:”..ma avete mai amato?…

avete mai sofferto per L’Amore???…

noooo!??e allora che state a guarda’…!?”

 

Buonanotte.

Erre.

Lacrime e Fantasmi

Vi scrivo senza riuscire a vedere bene i tasti che digito e le parole che compongo perchè ho praticamente gli occhi che nuotano in un mare di lacrime.

E tutto questo perchè sto vivendo un periodo molto stressante a causa dell’univeristà, dell’ultimo esame e della stesura della tesi.  Nella mia tesi, per uno strano scherzo del destino, parlo di una donna intellettualmente e umanamente incredibile tanto che molto spesso mi sento una nullità nei suoi confronti. E vado avanti pensando a lei. Ma questa sera non è bastato. Questa sera mi sono fatta vedere da mia madre e dalle mie amiche così. Cosa che odio terribilmente. Poi mi sono ricomposta. Ho accennato un briciolo di normalità emotiva e sono tornata in camera. Qui ho ripreso, dopo poco, a piangere e per calmarmi ho pensato di scrivere qua. Sperando di non farvi pena.

So che si “deve” piangere per cose più importani.

So che non è la fine del mondo.

Ma voglio provarci lo stesso.

E se piango è perchè mi sento sotto pressione e sola,soprattutto. Infatti alla fine di queste lacrime mi sono detta “non sarebbe fantastico vedere lui appoggiato alla porta di camera mia che ha assistito a tutta la scena e con aria comprensiva mi viene incontro e mi abbraccia forte fortissimo e all’orecchio mi sussurra appena ‘credo in te! puoi farcela! Provaci! Anche se non dovesse funzionare questa volta potrai ritentare ogni volta che vuoi e io starò sempre qui a fare lo stesso tifo per te!’.

Mi giro…

Ma tu non ci sei alla porta.

E questa volta le lacrime mi attraversano le guance per la tristezza.

 

Buonanotte.

Erre.

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