Presentazioni ufficiali

Ciao Giorgio,

prima di “spararti tutto ciò che provo in faccia come una pazza che ti vuole”, vorrei presentarmi. Lo faccio qui perchè aprire la chat di whatapp non mi pare il caso e poi so che non leggerai mai, quindi…

 

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Allora sono io, quell’esserino goffo e tozzo che la tua collega di studi ti ha presentato un martedì di un mesetto fa durante la pausa pranzo. Fin da subito, come hai potuto vedere, ho dato sfoggio del mio savoir-faire quando mangio, infatti parlavo con la bocca piena. Per parlare di quanto sono composta e posata mentre guido e quando soprattutto in prossimità di una rotatoria o alla radio mandano una canzone che mi piace.

I miei gusti musicali sono strani anche se abbiamo qualcosa in comune ma di più non saprei dirti. Andare ai concerti mi rende molto felice perchè assaporo quella libertà e quella felicità che sembrano impossibili come la “musica sinfonica in discoteca”. Le stesse sensazioni ho quando viaggio.

Vabbè oltre a mangiare mi piace anche cucinare (non si direbbe ma fidati) soprattutto i dolci.

Sono una tipa piuttosto pigra e poco scattante: non mi strucco mai e una volta che mi siedo quasi mai mi alzo subito.

Mi piace l’arte. Adoro andare nelle città d’arte e alle mostre, nonostante non mi piaccia camminare. Infatti da grande voglio diventare come Philippe Daverio che fa il ministro dei Beni Culturali.

Mi piace leggere, è una passione che è nata con il tempo così come da poco mi sono appassionata al cinema soprattutto a quello in bianco e nero degli anni ’60.

Sogno molto spesso ad occhi aperti (ad occhi chiusi no perchè di notte non sogno mai) situazioni che non si verificheranno mai, ma questa è un’altra storia

A detta dei più (cioè tutti parenti), ho un bel sorriso che molto spesso quando sono con persone che conosco poco nascondo dietro la mano e che molto spesso non faccio perchè sono imbronciata… Ho una risata piuttosto fragorosa (per non dire grassa e rumorosa) mi piace ridere anche quando sono triste (e lo sono molto spesso durante una stessa giornata) solo che in quel caso la mia risata risulta essere più forte.

Sono una tipa piuttosto incazzosa e permalosa, mia madre dice che questi “pregi” li ho ereditati tutti da mia zia…cerco tutti i giorni di annullarli poco per volta ma non so se ci sto riuscendo. Fatto sta che quando una persona non mi va più a genio taglio tutti i contatti e continuo per la mia strada oppure se la incontro la mia faccia è tutta crucciata e contrariata. (ergo non ci sto riuscendo? lo scoprirò solo vivendo)

Sono molto insicura di me [perciò se vedi come storia di wa un mio selfie (robaccia che faccio quasi mai) tu mi apri la chat e mi dici che sono “bonah”, perchè effettivamente lo sono]

Mi trovo brutta e non attraente per alcun ragazzo (questo da 5 anni, all’incirca, cioè da quando il mio ex mi ha lasciata con una scusa)…lo dico sempre, ma le mie amiche mi rispondono che non è vero e mi riempiono poi di complimenti…ma io non lo faccio per questo ma perchè davvero lo penso

Ogni tanto scrivo e da qualche settimana, all’occorrenza, disegno…e pensare che alle medie i lavori grafici per “arte e immagine” me li faceva mia mamma (ahahah, il destino -.-)

Le mie stagioni preferite sono l’inverno,autunno e la primavera…l’estate la sopporto solo con i miei abiti coloratissimi e lunghi che mi fanno sembrare una watussa pur essendo alta (o bassa) 1,65 (altro pregio che ho ereditato da mia zia)

I miei peggiori incubi sono: essere sbranata viva dai cani, rimanere per sempre nel mio paesino, non diventare ministro del MiBACT, morire in un incidente stradale e rimanere senza amici e famiglia.

I miei sogni sono:realizzarmi come donna, viaggiare il più possibile, andare a più concerti possibili, andare a vivere  in qualche paese nordico, trovare qualcuno che mi sopporti e supporti e far in modo che le unghie non mi si spezzino con la stessa facilità con cui perdo la pazienza il lunedì ( e in tutti gli altri giorni).

 

 

 

Chissà se avremo mai modo di parlare e di conoscerci                                                               il solo incontrarci (per sbaglio) all’università mi sembra un’impresa titanica.

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(forse è meglio così.)

Buonanotte,

R.

 

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Riassunto delle puntate precedenti

è arrivato il momento di tirare le somme.

In questo 2015 avrei potuto:

-riallacciare dei rapporti, ma non l’ho fatto;

-perdere peso e diventare una top model, ma non l’ho fatto;

-finire prima gli esami, ma non l’ho fatto;

-dire più Sì, l’ho fatto…ma con persone sbagliate;

-viaggiare di più, ma non l’ho fatto;

-dormire (di più o di meno?);

-organizzarmi in tempo per ferragosto e per capodanno;

-guardare più film in bianco e nero, quelli belli con attori fantastici e costumi magnifici;

-leggere più libri e riscrivere una nuova lista;

-avere meno pensieri riguardanti te, ma non l’ho fatto;

-prendere più sole, non necessariamente al mare;

-far capire ai parenti che il fidanzatino l’ho mangiato per davvero (buono e bono);

-partecipare a più concerti (i concerti di paese non contano?);

-avere più autostima (altra storia);

attuare tutti i miei piani di vendetta    simulare un minimo di piacimento verso chi non sopporto;

-far capire alle persone che viviamo ugualmente anche senza i loro continui aggiornamenti in status e foto sui social (…);

-farmi trovare sotto casa tua ed invitarti a ballare;

-truccarmi di più e vestirmi meglio (menomale che non becco mai in giro Enzo Miccio e Carla Gozzi);

-farmi valere un po’ di più;

-correre di meno e guardare di più il cielo con la musica nelle orecchie;

-e tante altre cose che è meglio tacere ( o le ho dimenticate?).

 

Altro

Favola della buonanotte “Kafka e la bambina”

Grunhut BambolaUn anno prima della sua morte, Franz Kafka visse un’esperienza insolita. Passeggiando per il parco Steglitz a Berlino incontrò una bambina che piangeva sconsolata: aveva perduto la sua bambola. Kafka si offrì di aiutarla a cercarla e le diede appuntamento per il giorno seguente nello stesso posto.
Incapace di trovare la bambola scrisse una lettera – da parte della bambola – e la portò con sé quando si rincontrarono. “Per favore non piangere, sono partita in viaggio per vedere il mondo, ti riscriverò raccontandoti le mie avventure.. ”, così cominciava la lettera. Quando lui e la bambina si incontrarono egli le lesse questa lettera attentamente descrittiva di avventure immaginarie della bambola amata. La bimba ne fu consolata e quando i loro incontri arrivarono alla fine Kafka le regalò una bambola. Ella ovviamente era diversa dalla bambola originale, in un biglietto accluso spiegò: ” I miei viaggi mi hanno cambiata”.
Molti anni più avanti la ragazza cresciuta trovò un biglietto nascosto dentro la sua bambola ricevuta in dono. Riassumendolo diceva:” ogni cosa che ami è molto probabile che la perderai, però alla fine l’amore muterà in una forma diversa.“

[fonte non trovata]

Buonanotte

Erre